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Reati in materia di Stupefacenti e Spaccio

 

 Assistenza legale - CHIAMA IL 339.2268781



Lo studio si occupa di processi penali che riguardano persone accusate di reati in materia di stupefacenti, spaccio, coltivazione di piantine di marijuana e associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.


Lo Studio svolge le seguenti attività:

 

1) Assistenza legale in fase cautelare, di convalida dell’arresto e processo per direttissima


2)   Assistenza nel corso delle indagini


3)   Svolgimento di indagini difensive


4) Ausilio di consulenti tossicologici per l’analisi del capello che consentano    di verificare l’eventuale stato di tossicodipendenza della persona accusata. Tale   esame consente di valutarese la persona sia assuntore di droga abituale


5)    Valutazione della possibilità di scelta di riti alternativi


6)    Assistenza nel corso della fase esecutiva e carceraria

 

In materia di stupefacenti la legge italiana punisce la detenzione ad uso non esclusivamente personale. 

 

Viceversa se la detenzione di droga è ad uso personale si potrà essere sottoposti unicamente a delle sanzioni amministrative

 

E’ compito del giudice verificare se le circostanze del caso concreto siano sintomo di attività di spaccio ovvero di un uso esclusivamente personale penalmente rilevante. 

 

E’ possibile che anche quantitativi di sostanza stupefacente al di sotto del massimo detenibile previsto dalle tabelle ministeriali possano integrare il reato penale ove le altre modalità dell’azione facciano propendere per un uso non esclusivamente personale (esempio cessione e ritrovamento di un’unica dose di stupefacente in flagranza di reato all’atto della cessione a terzi) o che viceversa quantitativi superiori al massimo detenibile non abbiano rilevanza penale perché le altre circostanze di fatto escludono un’attività di spaccio.

 



In tema di coltivazione di marijuana la Cassazione (si veda Cassazione penale sez. VI sentenza n. 22110 del 2013) ha affermato che "ai fini della punibilità della coltivazione non autorizzata di piante dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti, spetta al giudice verificare in concreto l'offensività della condotta ovvero l'idoneità della sostanza ricavata a produrre un effetto drogante rilevabile. (In applicazione del principio, è stata esclusa l'idoneità offensiva della condotta di coltivazione domestica di tre piantine di marijuana poste in distinti vasetti e dotate di potere drogante)".

 


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