Hai ricevuto subito un accertamento dalla guardia di finanza per evasione fiscale e sei stato denunciato per un reato tributario? Ti sono state sequestrate delle somme nella tua disponibilità o altri beni?
Oggi basta davvero poco per oltrepassare il confine tra una semplice irregolarità fiscale e un reato di evasione tributaria.
In questa rapida guida vedremo quando scatta il reato e come difendersi alla luce delle recenti modifiche del 2024 sui reati tributari.
Il punto di riferimento è il D.lgs. 74/2000, che disciplina i reati tributari.
La regola di fondo è semplice: lo Stato non punisce l’errore o la disattenzione, ma solo chi agisce con l’intenzione di evadere le imposte.
Due le condizioni necessarie affinché una certa condotta possa trasformarsi in reato tributario:
Quando l’Agenzia delle Entrate contesta una violazione di natura penale, la prima linea di difesa consiste nel dimostrare che non vi era alcuna intenzione di evadere.
Di recente, il Tribunale di Milano con sentenza n. 1070/2024 ha assolto alcuni dirigenti accusati di essersi avvalsi in dichiarazione di fatture false per operazioni inesistenti.
Il giudice ha riconosciuto che il loro obiettivo non era evadere le imposte, ma “gonfiare” i bilanci per ottenere premi interni.
Il Tribunale ha quindi stabilito che “il fatto non costituisce reato”, in quanto la condotta è stata realizzata “esclusivamente per altre finalità, e non per realizzare un’evasione”.
È un esempio che dimostra quanto, nei reati tributari, la prova del dolo sia l’elemento decisivo: senza intenzione, non c’è reato.
Di seguito le principali ipotesi di reati tributari che maggiormente vengono affrontati in tribunali.
È uno dei reati più gravi e più frequenti.
Consiste nell’usare, nella dichiarazione, fatture per operazioni inesistenti, al fine di ridurre le imposte dovute.
Può trattarsi di operazioni:
La pena va dai 4 agli 8 anni di reclusione.
Tale fattispecie di reato è considerata il “rovescio della medaglia” rispetto al delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.
Il reato scatta con la mera emissione di fatture false, indipendentemente dal fatto che il terzo utilizzi effettivamente le fatture o consegua l’evasione.
Pena dai 4 agli 8 anni di reclusione.
Non si usano fatture false, ma altri strumenti ingannevoli che ostacolano i controlli fiscali e consentono di indicare in dichiarazione costi fittizi o ricavi inferiori.
Il reato scatta se:
La pena va dai 3 agli 8 anni di reclusione.
Si commette quando si dichiarano ricavi inferiori o costi inesistenti, senza ricorrere a mezzi fraudolenti.
È reato se:
La pena va dai 2 anni ai 4 anni e 6 mesi di reclusione.
Non presentare la dichiarazione dei redditi o IVA, pur essendo obbligati.
Tale reato punisce, nel secondo comma, anche l’omessa dichiarazione del sostituto di imposta.
In quest’ultimo caso il reato scatta anche se non vi è intenzione di evadere. Il legislatore si “accontenta” della generica consapevolezza di star omettendo la dichiarazione, ossia del cd. dolo generico.
È reato se l’imposta evasa supera 50.000 euro.
La pena va dai 2 ai 5 anni di reclusione.
Qui la dichiarazione viene presentata, ma non si versa quanto dovuto.
Anche in questo caso basta il dolo generico, cioè, la consapevolezza di non star versando quanto dovuto, non necessariamente l’intenzione di evadere.
Soglie di punibilità:
La pena va dai 2 anni e sei mesi ai 4 anni di reclusione.
Scatta quando si compensano debiti fiscali con crediti non spettanti o inesistenti.
Anche in questo caso basa il dolo generico per far scattare il reato.
Inoltre, è reato solo se si supera l’importo annuo dei 50.000 euro.
La pena va dai 2 anni e sei mesi ai 4 anni di reclusione.
Riguarda atti di simulazione o trasferimenti fittizi di beni per evitare che lo Stato recuperi le imposte dovute.
È quindi necessario che sussista un debito nei confronti dell’Erario.
Il reato scatto anche se la riscossione del debito va a buon fine, trattandosi di un cd. reato di pericolo.
È reato solo se il debito verso l’erario supera 50.000 euro.
La pena va dai 2 anni e 6 mesi ai 5 anni di reclusione.
Quando l’evasione fiscale diventa reato, le ripercussioni possono essere gravi su più livelli: personale, patrimoniale e aziendale.
La pena base è la reclusione, che può arrivare fino a otto anni nei casi più seri.
Sono previste anche pene accessorie, come:
Se il reato è commesso da un professionista o consulente che elabora veri e propri schemi di evasione per i clienti, la pena aumenta fino alla metà.
È uno degli strumenti più temuti. La legge consente il sequestro preventivo dei beni, anche personali, per un valore equivalente all’imposta evasa.
Ad esempio, se l’evasione contestata è di 200.000 euro, il giudice può disporre il sequestro di un conto corrente, di beni aziendali o immobili di pari valore.
Il denaro risparmiato illecitamente, se reinvestito o spostato per nasconderne la provenienza, può generare nuovi reati come riciclaggio e autoriciclaggio, aggravando ulteriormente la posizione del contribuente.
Grazie alla recente riforma, esistono diversi strumenti per evitare o ridurre le conseguenze penali:
Per i reati di omesso versamento e sottrazione fraudolenta è esclusa la punibilità qualora, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, i debiti tributari siano stati integralmente estinti.
La stessa causa di non punibilità si applica anche ai delitti di dichiarazioni fraudolente, infedeli od omesse, a condizione che il pagamento intervenga prima che l’autore del reato abbia ricevuto formale notifica di accertamenti amministrativi o di procedimenti penali a suo carico.
Introdotta con la riforma del 2024, questa causa di non punibilità tutela chi non ha potuto adempiere per motivi oggettivi e indipendenti dalla propria volontà.
È previsto infatti, per i soli reati di omesso versamento, che la non punibilità per impossibilità sopravvenuta del versamento possa essere concessa sulla base di alcuni presupposti, quali crisi di liquidità dovuta a clienti insolventi o mancati pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione.
Altra novità della riforma: il giudice adesso può assolvere da un’accusa di reato tributario per “particolare tenuità del fatto” in presenza di alcune situazioni.
Ad esempio, quando l’imposta evasa è di poco superiore alle soglie, o se è già iniziata la regolarizzazione dei debiti tributari.
Infine, è prevista una riduzione delle pene fino alla metà e l’esclusione delle pene accessorie se il debito tributario viene integralmente estinto prima della chiusura del giudizio.
Essere accusati di evasione fiscale non significa essere colpevoli.
Il nostro Studio legale assiste privati, professionisti e imprese coinvolti in procedimenti per reati tributari su tutto il territorio nazionale.
Lo Studio si avvale di consulenti fiscali per la verifica delle ipotesi contestata in modo da individuare la strategia difensiva più opportuna nel caso specifico e gli eventuali percorsi processuali alternativi che minimizzano il rischio processuale.
L’evasione fiscale diventa un reato tributario solo quando è presente la volontà di evadere (dolo specifico) e vengono superate determinate soglie di punibilità previste dal D.lgs. 74/2000.
In assenza di dolo, si tratta di un illecito amministrativo sanzionabile solo con sanzione pecuniaria.
Se versi integralmente imposte, interessi e sanzioni prima dell’apertura del dibattimento di primo grado, puoi evitare la punibilità per diversi reati tributari, grazie alla disciplina introdotta dalla riforma del 2024.
Il sequestro preventivo può colpire sia i proventi diretti dell’evasione (ad esempio rimborsi indebiti o utili illeciti), sia beni di valore equivalente all’imposta evasa.
Anche beni personali o aziendali non collegati direttamente al reato possono essere confiscati, purché il loro valore corrisponda all’importo contestato.
Sì. La riforma del 2024 ha introdotto la causa di non punibilità per impossibilità sopravvenuta incolpevole. Se dimostri che il mancato versamento deriva da cause indipendenti dalla tua volontà — come insolvenze di clienti, mancati pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione o una crisi di liquidità imprevedibile — il giudice può escludere la tua responsabilità penale.
Un avvocato penalista esperto in materia tributaria può: