Avvocato per stalking e atti persecutori Roma

Consulenza Legale

Stalking e atti persecutori: assistenza legale

Art. 612 bis del codice penale

Il reato di atti persecutori (o stalking) è stato introdotto con il d.l. 23 febbraio 2009, n. 11 per porre un argine al fenomeno dello stalking che negli ultimi anni aveva subito un preoccupante aumento.

Successivamente nel 2019 le sanzioni previste per questo reato sono state aumentate.

Casi emblematici di stalking sono quelli dell’ex fidanzato che non riesce a dimenticare la ex ragazza e che la seguono, si introducono nella sua vita privata ad esempio con mezzi telematici o pedinamenti.

Altri comportamenti tipici in caso di stalking possono essere nell’invio ripetuto di regali, fiori, telefonate assillanti o solo squilli, posta assillante e disturbante (con ripetuti inviii di e-mail, Sms) negli appostamenti, nei frequenti incontri (apparentemente causali mai in realtà voluti e ricercati) sul luogo di lavoro della vittima e nelle vicinanze di esso o nei pressi dell’abitazione, nell’osservazione della vittima.

A volte poi si realizza una vera e propria escalation persecutoria e lo stalker può diventare pericoloso.

Per questo lo stalking è un reato che spesso, purtroppo sfocia in reati ben più gravi.

Lo stalking pertanto tutela la tranquillità individuale della persona e la sua libertà di autodeterminazione.

Il comportamento sanzionato penalmente consiste nella reiterazione di comportamenti minacciosi o molesti tali da determinare nella vittima un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

Il delitto di atti persecutori non è configurabile in presenza di un’unica, per quanto grave, condotta di molestie e minaccia e presenta l’ulteriore caratteristica della necessità, ai fini della configurabilità stessa del reato, della reiterazione delle condotte.

È più grave il fatto di atti persecutori ed è previsto un aggravamento di pena se è stato commesso:

a) dal coniuge legalmente separato o divorziato o da un soggetto che in passato è stato legato alla persona offesa da una relazione affettiva;
b) attraverso strumenti informatici o telematici come nel frequente caso in cui il delitto sia commesso attraverso l’invio di sms, e-mail, diffusione di video o immagini attraverso internet).
c) ai danni di un minore, di una donna in stato di gravidanza, o di una persona con disabilità di cui all’art. 3, l. 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con l’uso di armi o da persona travisata.

L’ammonimento del questore.

Prima di procedere a denuncia o querela per il reato di atti persecutori che comportano l’inizio di un procedimento penale è possibile richiedere l’ammonimento al questore dello stalker.

L’art. 8 d.l. n. 11/2009 convertito nella l. n. 38/2009 prevede che “fino a quando non è proposta querela per il reato di cui all’art. 612-bis, introdotto dall’art. 7, la persona offesa può esporre i fatti all’autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al questore di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta. La richiesta è trasmessa senza ritardo al questore.

Pertanto, il questore, assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti, ove ritenga fondata l’istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale. Copia del processo verbale è rilasciata al richiedente l’ammonimento e al soggetto ammonito. Il questore valuta l’eventuale adozione di provvedimenti in materia di armi e munizioni.

La pena per il reato di atti persecutori è aumentata se il fatto è commesso da soggetto già ammonito.

Si procede d’ufficio per il delitto previsto dall’art. 612-bis quando il fatto è commesso da soggetto ammonito ai sensi del presente articolo.

Assistenza legale

Gli Avvocati penalisti dello Studio hanno affrontato numerosi casi di stalking sia nella difesa di imputati o indagati che di vittime del reato.

Nell’assistenza di imputati o indagati per stalking i principali servizi legali dello Studio sono:

1) Primo incontro orientativo per valutare le possibilità di difesa;
2) Svolgimento di indagini difensive (ad esempio acquisizione di dichiarazioni da parte di persone informate sui fatti o di documentazione utile) per individuare eventuali elementi a favore della tesi difensiva;
3) Presentazione di memorie difensive per la più ampia tutela dei diritti del proprio assistito;
4) Assistenza legale in tutte le fasi del procedimento penale;
5) Presentazione di istanze per la revoca o la sostituzione di ogni provvedimento cautelare nei confronti dell’indagato (arresti domiciliari, custodia cautelare in carcere o divieto di avvicinamento);
6) Trial consultation e confronto con un Consulente psicologo o criminologo;
Tutte queste attività difensive consentono di affrontare il procedimento penale sulla base di una strategia difensiva che si fonda su tutti gli elementi a discarico individuati. Solo una oculata strategia difensiva sin dalla fase delle indagini difensive può consentire di difendersi dalle accuse mosse secondo principio del “difendersi provando”.

Nell’assistenza di vittime del reato si offrono i seguenti servizi legali:

1) Primo incontro orientativo sulle possibilità di difesa
2) Attivazione della procedura di ammonimento da parte del Questore con la revoca dell’autorizzazione al possesso o al porto d’ami che il persecutore dovesse eventualmente detenere;
3) Redazione di una denuncia querela
4) Svolgimento di indagini difensive ove le circostanze lo richiedano con assunzione di dichiarazioni da parte di persone informate sui fatti;
5) Sollecitazione del P.M. a richiedere l’applicazione di una misura cautelare che consenta di fermare l’azione dello stalker (custodia cautelare in carcere, arresti domiciliari e divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa);
6) Costituzione di parte civile nel processo e richiesta di risarcimento del danno nei confronti dello stalker
7) Assistenza legale durante tutto il corso del processo
8) Trial consultation e confronto con un consulente psicologo o criminologo
Di seguito si riporta la fonte normativa del reato di stalking.

L’Art. 612 bis del codice penale

Atti persecutori (o stalking)

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici.

La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.

Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. La querela è comunque irrevocabile se il fatto è stato commesso mediante minacce reiterate nei modi di cui all’articolo 612, secondo comma. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio.

 

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