Guida in stato di ebbrezza: 10 strategie difensive

Art. 186 del C.d.s.

Benvenuto, sono l’Avv. Vincenzo Daniele Mistretta, autore del libro “Difenditi dall’alcoltest: 10 strategie per prevenire e affrontare i casi di guida in stato di ebbrezza” e mi occupo per i miei clienti di casi di guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di sostanze stupefacenti a Roma, dove ho il mio Studio Legale, e in tutta Italia.

Ho deciso di scrivere questa “Guida legale sulla guida in stato di ebbrezza ex art. 186 del codice della strada” per dare le prime informazioni a chi si trova, purtroppo, coinvolto in questo problema e deve affrontarlo.

Alla fine di questa guida troverai le 10 strategie, tratte direttamente dal libro “Difenditi dall’alcoltest” che applico con i miei clienti in caso di guida in stato di ebbrezza e che calibro sulle loro esigenze dopo un lungo consulto come se fossero un vestito tagliato su misura da un abile sarto.

Una avvertenza: la prima strategia, quella più efficace, è quella della “prevenzione”: evita di bere prima di metterti al volante perché le conseguenze possono essere in alcuni casi irreparabili.

Come si accerta?

In primis, vediamo come si accerta la guida in stato di ebbrezza.

Esistono tre distinte modalità di accertamento della guida in stato di ebbrezza.

La prima, più diffusa, è quella effettuata tramite l’etilometro.

Questo strumento misura la concentrazione di alcol nell’aria soffiata nel boccaglio dello strumento dal conducente a cui viene chiesto l’accertamento.

La misurazione dell’alcol ottenuta nell’aria espirata viene poi moltiplicata per un fattore di conversione, pari a 2.300, stabilito per decreto (il Decreto ministeriale 22 maggio 1990, n. 196) e secondo il quale si ottiene misurazione indiretta dell’alcol presente nel sangue.

Il secondo metodo è quello dell’accertamento tossicologico a seguito del prelievo ematico presso una struttura sanitaria, per cui si procede su richiesta degli organi di polizia stradale nel caso di conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche.

Si tratta certamente del metodo migliore per l’accertamento della guida in stato di ebbrezza, con piena validità scientifica e forense, purché vengano rispettati dei protocolli quali quelli elaborati dal gruppo dei tossicologi forensi italiani che hanno redatto delle precise “linee guida per le strutture dotate di laboratori per gli accertamenti di sostanze d’abuso con finalità tossicologico-forensi e medico-legali su campioni biologici prelevati da vivente”.

Il terzo metodo di accertamento è quello sintomatico, che si basa sul mero esame da parte degli agenti operanti dei sintomi della guida in stato di ebbrezza, e che per ovvie ragioni non garantisce un preciso accertamento dell’alcol presente nel sangue.

Ecco alcuni sintomi conseguenti all’assunzione di alcol che riguardano sia lo stato del soggetto sia la condotta di guida e che possono essere presi in considerazione per l’accertamento:

‧ alito fortemente vinoso;

‧ occhi lucidi o arrossati;

‧ riflessi alterati;

‧ alterazione dell’equilibrio;

‧ andatura barcollante;

‧ loquacità eccessiva;

‧ rossore del viso o del collo;

‧ difficoltà motoria;

‧ difficoltà di linguaggio;

‧ pupille dilatate o ristrette;

‧ incapacità di sostenere una conversazione in modo logico e consequenziale;

‧ tono di voce immotivatamente alto;

‧ stato di euforia e di forte eccitazione;

‧ sudorazione eccessiva;

‧ comportamenti aggressivi e violenti;

‧ evidente irritabilità non motivata da circostanze specifiche;

‧ mancato rispetto della segnaletica;

‧ sbandamenti del veicolo non dipendenti da necessità della circolazione;

‧ condotta di guida a scatti;

‧ utilizzo improprio del clacson;

‧ vomito.

È’ evidente che quest’ultimo metodo in caso di guida in stato di ebbrezza presenta delle problematiche perché non riesce a misurare con precisione il tasso alcolemico presente nel sangue e, per l’effetto, diventa praticamente impossibile stabilire se un soggetto superi la soglia di 0,5 g/l, di 0,8 g/l o quella di 1,5 g/l.

Cosa succede in caso di guida in stato di ebbrezza?

Devi sapere che a seguito dell’accertamento, quando viene superato il limite di tasso alcolemico di 0,8 g/l, o se ci si è rifiutati di sottoporsi all’alcoltest, si instaurano due procedimenti:

  1.  uno amministrativo-civile;
  2. uno penale.

Sotto il primo profilo, la patente di guida ti viene ritirata dagli agenti operanti e trasmessa al prefetto.

Questi emette un’ordinanza di sospensione della patente di guida, generalmente per un periodo di tempo determinato, e ordina di sottoporti alle visite mediche presso una commissione medica locale.

L’ordinanza ti viene notificata nel luogo da te indicato e da lì iniziano a decorrere 30 giorni per proporre ricorso al giudice di pace civile contro il provvedimento di sospensione della patente di guida.

Si tratta di una sospensione della patente provvisoria, per evitare che ti possa mettere alla guida nell’immediato, costituendo un pericolo per la circolazione stradale.

Quando viene riscontrato un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, subisci pure un sequestro amministrativo (provvisorio) del veicolo di tua proprietà finalizzato all’eventuale confisca (definitiva) che può essere ordinata in caso di condanna nel procedimento penale.

In questo caso, è bene farti nominare custode del veicolo e chiedere che ti venga affidato in modo da evitare di pagare le spese per il deposito giudiziario.

Sotto il secondo profilo, vieni denunciato per guida in stato di ebbrezza (vedi gli articoli 186 e 186 bis del codice della strada in appendice) e devi affrontare un procedimento penale che prevede delle gravi sanzioni quali l’arresto, l’ammenda, la sospensione o la revoca della patente e la confisca del veicolo.

È possibile avere un permesso provvisorio di guida?

Una domanda che mi viene solitamente posta è: “Avvocato, ma è possibile un permesso di guida provvisorio per andare a lavorare, così come mi è stato riferito dalla polizia locale?”.

No, non è possibile nei casi di contestazione di guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro o in caso di rifiuto di sottoporsi all’accertamento.

Difatti, solo quando il tasso alcolemico è inferiore a 0,8 grammi per litro puoi chiedere al prefetto un permesso di guida entro 5 giorni dal ritiro della patente.

L’istanza deve essere motivata e documentata: dovrai indicare l’impossibilità o l’estrema difficoltà a raggiungere il posto di lavoro con mezzi pubblici o comunque non propri, ovvero il ricorrere di una situazione che dà diritto alle agevolazioni previste dalla nota legge 104 del 1992 sulla tutela dei portatori di handicap (vedi l’art. 218 del codice della strada).

Le ore per cui è concesso il permesso provvisorio di guida non sono più di tre ore al giorno e verranno recuperate alla fine del periodo di sospensione della patente e nella misura doppia rispetto alle ore di cui effettivamente hai goduto del permesso di guida.

 

L'ordinanza di sospensione della patente deve essere emessa e notificata entro un tempo determinato a pena di nullità?

Un’altra domanda che mi viene posta con regolarità è questa: “Mah Avvocato, è vero che se la Prefettura non emette il provvedimento entro 20 giorni mi restituiscono la patente, come ho trovato scritto su internet”.

La mia risposta è sempre NO, e qui la argomento richiamando sentenze recenti.

Al riguardo si è espressa recentemente la Corte di Cassazione civile (Cfr. Cassazione civile sez. II – 23/06/2021, n. 17999) che ha affermato:

Con riferimento specifico alla sospensione cautelare, questa Corte a Sezioni Unite (sentenza n. 13226 del 2007) ha affermato che il suddetto provvedimento deve intervenire entro un tempo ragionevole – la cui valutazione è in concreto rimessa la giudice del merito – in considerazione delle finalità del provvedimento stesso.

Si tratta di principio enucleato a composizione di un contrasto, che risulta di applicazione costante e ormai consolidata (tra le altre, Cass. n. 7731 del 2009; Cass. n. 24111 del 2014)”.

Nel caso di specie la Suprema Corte ha cassato la decisione di merito, che aveva ritenuto legittima l’applicazione della sospensione cautelare della patente a distanza di 19 mesi dall’accertamento del fatto, senza tuttavia chiarire le ragioni per le quali il provvedimento doveva considerarsi adottato in tempo ragionevole.

Peraltro, la Suprema Corte a Sezioni Unite sopra richiama chiaramente afferma che:

“[…] A prescindere dalla considerazione che nessuna decadenza è espressamente prevista per il mancato rispetto di tali termini, non sarebbe ragionevole precludere la possibilità di adottare un provvedimento previsto a tutela della incolumità pubblica per il ritardo di pochi giorni nel compimento di tali attività“.

In conclusione, è conveniente rilevare tale ritardo solo ove sia stato superato il termine di 90 giorni, come rilavato dalla giurisprudenza, e non di 20.

Le sanzioni per l'anno 2022

Il Codice della strada prevede all’art. 186 del codice della strada che: “È vietato guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell’uso di bevande alcoliche“.

In particolare, la guida in stato di ebbrezza è punita con le seguenti sanzioni:

a) con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 543 a euro 2.170, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro (g/l).

All’accertamento della violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da tre a sei mesi;

b) con l’ammenda da euro 800 a euro 3.200 e l’arresto fino a sei mesi, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro (g/l).

All’accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno;

c) con l’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000, l’arresto da sei mesi ad un anno, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l).

All’accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni.

Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata. La patente di guida è sempre revocata, in caso di recidiva nel biennio.

Con la sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti, anche se è stata applicata la sospensione condizionale della pena, è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato.

In queste ipotesi è, peraltro, prevista la decurtazione di 10 punti della patente.

Aggravante dell’orario notturno

Nei casi di accertamento della guida in stato di ebbrezza tra le ore 22 e le ore 7, la sanzione dell’ammenda sopra indicata è aumentata da un terzo alla metà e si parla di aggravante dell’orario notturno.

Incidente stradale commesso in guida in stato di ebbrezza

Se provochi un incidente stradale in stato di ebbrezza, devi sapere che le sanzioni di cui sopra sono raddoppiate ed è disposto il fermo amministrativo del veicolo per centottanta giorni, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea all’illecito.

Qualora per il conducente che provochi un incidente stradale sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l),inoltre, la patente di guida è sempre revocata.

Al riguardo, al fine di ritenere sussistente un incidente stradale non è necessario urtare altri veicoli o coinvolgere altre persone.

Difatti la Suprema Corte di cassazione (Cfr. Cassazione penale sez. IV, 10/01/2019, sentenza n. 7659) afferma che:

“Nella nozione di “incidente stradale” deve intendersi ricompreso qualsiasi avvenimento inatteso che, interrompendo il normale svolgimento della circolazione stradale, possa provocare pericolo alla collettività, senza che assuma rilevanza l’avvenuto coinvolgimento di terzi o di altri veicoli; di tal che nella nozione di incidente stradale sono da ricomprendersi sia l’urto del veicolo contro un ostacolo, sia la sua fuoriuscita dalla sede stradale, tant’è che detta nozione è stata ritenuta applicabile allo sbandamento di un auto e al conseguente urto contro il guard-rail (fattispecie in cui l’aggravante per la Corte, è stata correttamente ravvisata per il solo fatto che la vettura condotta dall’imputato era uscita di strada e aveva urtato contro il guard rail, senza la necessità di dover argomentare specificamente in ordine alla turbativa alla circolazione stradale che ne era derivata, essendo notorio che tale condotta comporta il rischio di successivi urti tra veicoli o, quanto meno, che il veicolo uscito di strada possa cagionare intralcio o disagio alla circolazione)”.

Affinché possa dirsi che la persona in stato di ebbrezza abbia provocato un incidente stradale, è necessario che la guida sotto l’influenza dell’alcol sia stata causa, anche se non esclusiva, del sinistro.

Facciamo un semplice esempio.

Immaginiamo il caso del signor Rossi che guida in stato di ebbrezza e che attraversa un incrocio con la luce del semaforo verde e che viene improvvisamente colpito da un’auto che attraversava lo stesso incrocio ma con il semaforo rosso.

In definitiva, il mero coinvolgimento in un incidente stradale non consente l’applicazione dell’aggravante dell’aver provocato un incidente stradale.

Al riguardo, la Suprema Corte di cassazione ((cfr. Cassazione penale sez. IV, 11/01/2019, sentenza n. 17183) afferma:

In tema di guida in stato di ebbrezza, ai fini della configurabilità dell’aggravante di aver provocato un incidente stradale, prevista dall’art. 186, comma 2-bis, cod. strada, è necessaria la sussistenza di un nesso di strumentalità – occasionalità tra lo stato di ebbrezza e l’incidente, non potendosi giustificare un deteriore trattamento sanzionatorio a carico di chi, pur procedendo illecitamente in stato di ebbrezza, sia stato coinvolto in un incidente stradale privo di ogni connessione con il suo stato di alterazione alcolica”.

Che cosa succede in caso di rifiuto di sottoporti all'accertamento?

È reato rifiutarsi di sottoporti all’alcoltest?

Sì, è reato e rischi di essere condannato non solo quando ti rifiuti di sottoporti all’alcoltest ma anche quando ti comporti in modo tale da eludere il controllo con etilometro.

Difatti la Suprema Corte di cassazione (Cfr. Vedi Cassazione penale sez. IV, 07/02/2018, sentenza n. 10555) ha affermato che:

Il reato di rifiuto di sottoporsi ad accertamenti alcolimetrici è integrato non solo in presenza di manifestazioni espresse di indisponibilità a sottoporsi al test ma anche laddove il conducente, pur opportunamente edotto circa le modalità di esecuzione dell’accertamento, attui una condotta ripetutamente ‘elusiva’ del metodo di misurazione del tasso alcolemico”.

Cosa succede se l’etilometro fornisce la dicitura “volume d’aria insufficiente”?

Anche in questo caso rischi di dover rispondere del reato di rifiuto di sottoporsi all’accertamento a meno che non dimostri di avere una patologia che non consente di espirare l’aria correttamente.

Difatti la Corte di cassazione (Cfr. Cassazione penale sez. IV, 19/01/2017, sentenza n. 6636)  ha affermato al riguardo che:

In tema di guida in stato di ebbrezza […] deve anche ritenersi che non valga ad inficiare la validità di detto accertamento il solo fatto che l’indicazione del tasso alcolemico riscontrato sia accompagnata dalla dicitura “volume insufficiente”, atteso che tale dicitura prova soltanto che la quantità d’aria  espirata, pur se minore di quella occorrente per una misurazione ottimale, è stata comunque sufficiente a fornire un dato affidabile, dovendosi altrimenti giungere alla conclusione che, in assenza di patologie che abbiano impedito di effettuare al meglio l’esame, la riscontrata insufficienza del volume sia dovuta ad un volontario comportamento dell’interessato, con conseguente configurabilità, a carico di quest’ultimo, del reato di rifiuto di sottoporsi all’accertamento, previsto dall’art. 186, comma 7, c. strada”.

In conclusione, in caso di rifiuto di sottoporti all’accertamento per guida in stato di ebbrezza vieni denunciato penalmente e rischi le seguenti sanzioni:

‧ l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro;

‧ l’arresto da 6 mesi ad 1 anno;

‧ la sospensione della patente da 6 mesi a due anni;

‧ la confisca del veicolo, salvo che appartenga a persona estranea alla violazione;

‧ la revoca della patente nel caso di recidiva nel biennio;

‧ la decurtazione di 10 punti dalla patente.

Come puoi agevolmente verificare, le sanzioni in caso di rifiuto di sottoporti all’alcoltest sono molto simili a quelle in cui è accertata la guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l.

Tuttavia, le sanzioni sono leggermente più lievi per le ragioni che seguono:

‧ qualora il veicolo appartenga a persona estranea al reato il periodo di sospensione della patente non raddoppia;

‧ in caso di incidente stradale che è stato provocato dalla persona che si è rifiutata di sottoporsi all’accertamento, le sanzioni non raddoppiano, né si rischia la revoca della patente, come invece accade quando è accertata la guida in stato di ebbrezza;

‧ infine, la sospensione della patente va da 6 mesi a 2 anni e non da 1 a 2 anni.

Conducente neopatentato o professionista dei trasporti

Se sei un conducente neopatentato o che esercita l’attività di trasporto, devi sapere che il codice della strada (art. 186 bis del codice della strada) prevede una disciplina peggiorativa rispetto a quanto finora spiegato.

In particolare, le categorie di conducenti per i quali è prevista una disciplina più grave sono:

‧ i conducenti di età inferiore a ventuno anni e i conducenti nei primi tre anni dal conseguimento della patente di guida di categoria B;

‧ i conducenti che esercitano l’attività di trasporto di persone (servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone, servizio di piazza con autovetture con conducente o taxi e servizio di linea per trasporto di persone);

‧ i conducenti che esercitano l’attività di trasporto di cose (servizio di trasporto di cose per conto terzi, servizio di linea per trasporto di cose e Trasporto di cose per conto terzi in servizio di piazza);

‧ i conducenti di autoveicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, di autoveicoli trainanti un rimorchio che comporti una massa complessiva totale a pieno carico dei due veicoli superiore a 3,5 t, di autobus e di altri autoveicoli destinati al trasporto di persone il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, è superiore a otto, nonché di autoarticolati e di autosnodati.

Anche in questi casi, come già visto in precedenza, si distinguono diverse ipotesi a seconda del tasso alcolemico riscontrato.

  1. La prima si ha in caso di tasso alcolemico superiore a 0 e non superiore a 0,5 grammi per litro.

Insomma, i conducenti che rientrano in queste categorie non possono bere nulla prima di mettersi alla guida. Si tratta in questo caso di un illecito amministrativo che prevede:

‧ la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 164 a euro 664;

‧ la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 328 a euro 1326, oltre al fermo amministrativo del veicolo per 180 giorni nel caso in cui si sia provocato un incidente stradale;

‧ la decurtazione di 5 punti della patente.

  1. La seconda ipotesi si ha nel caso in cui il tasso alcolemico sia superiore a 0,5 grammi per litro e non superiore a 0,8 grammi per litro.

Anche in questo caso si tratta di un illecito amministrativo e non penale che prevede:

‧ la sanzione amministrativa da € 708 a € 2.833,34;

‧ la sospensione della patente da 4 a 8 mesi;

‧ la decurtazione di 10 punti della patente.

  1. La terza ipotesi si ha quando il tasso alcolemico è superiore a 0,8 grammi per litro e non superiore a 1,5 grammi per litro.

In questo caso, vieni denunciato penalmente e sono previste le seguenti sanzioni:

l’ammenda da € 800 a € 3.200 aumentata da un terzo alla metà;

‧ l’arresto fino a 6 mesi aumentato da un terzo alla metà;

‧ la sospensione della patente da 6 mesi a 1 anno, aumentata da un terzo alla metà;

‧ la decurtazione di 10 punti della patente.

  1. La quarta ipotesi è quella in cui è stato riscontrato un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro.

Anche in questo caso, vieni denunciato penalmente e sono previste le seguenti sanzioni:

‧ l’ammenda da € 1.500 a € 6.000, aumentata da un terzo alla metà;

‧ l’arresto da 6 mesi ad 1 anno aumentato da un terzo alla metà;

‧ la sospensione della patente da 1 a 2 anni (da 2 a 4 anni se il veicolo appartiene a persona estranea al reato), aumentate da un terzo alla metà;

‧ la confisca del veicolo;

‧ la decurtazione di 10 punti dalla patente;

‧ la revoca della patente in caso di recidiva nel biennio;

‧ la patente è sempre revocata nel caso dei conducenti indicati sopra alla lettera d) (ossia, come puoi vedere sopra, i conducenti di autoveicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 3.5 ecc.), ovvero in caso di recidiva nel triennio per gli altri conducenti alle lettere a), b) e c).

Il conducente di età inferiore a diciotto anni, per il quale sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0 (zero) e non superiore a 0,5 grammi per litro (g/l), non può conseguire la patente di guida di categoria B prima del compimento del diciannovesimo anno di età.

Inoltre, nel caso in cui gli sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro (g/l), non si può conseguire la patente di guida di categoria B prima del compimento del ventunesimo anno di età.

10 strategie per prevenire ed affrontare i casi di guida in stato di ebbrezza

In questo paragrafo ti spiego quali sono le 10 strategie difensive utilizzabili in caso di guida in stato di ebbrezza tratte dal libro che ho scritto “Difenditi dall’alcoltest” disponibile su Amazon se vuoi approfondire l’argomento.

Strategia n. 1: la prevenzione

Avere un comportamento responsabile alla guida è il modo più efficace per evitare di mettere a repentaglio la propria vita e quella degli altri, nonché per evitare sanzioni previste in caso di guida in stato di ebbrezza.

Nella mia esperienza mi è capitato di assistere persone di ogni età e professione che purtroppo hanno avuto questo problema.

Può succedere veramente a tutti di andare ad una festa, al ristorante, ad un matrimonio e in un momento di leggerezza di bere più del dovuto. Non devi commettere, però, l’errore di metterti alla guida e pensare: “tanto non succederà nulla”, “tanto non abito lontano”, “tanto reggo l’alcol” o “tanto ce la faccio a guidare.

Previeni tenendo un comportamento responsabile alla guida fin tanto che sei in tempo!

Strategia n. 2: recupera la patente con il ricorso al giudice di pace civile

Il rimedio principale per riavere la patente sospesa dal prefetto è quello di proporre ricorso al giudice di pace civile avverso l’ordinanza di sospensione della patente emessa dal prefetto, entro 30 giorni dalla notifica.

Qualora dovessi decidere di presentare ricorso, prenota quanto prima la visita presso la commissione medica locale in modo da poter dimostrare al giudice la tua idoneità alla guida.

Strategia n. 3: verifica l’affidabilità dell’etilometro

È possibile contestare il risultato dell’etilometro se, dalle investigazioni difensive che hai svolto con il tuo avvocato e il tuo consulente tecnico, emergono degli elementi che ne consentono di affermare l’inaffidabilità.

Ciò avviene se, ad esempio, emerge che lo strumento è stato utilizzato in condizioni ambientali estreme con temperatura al di sotto dello zero e con umidità superiore al 90% o che non sia stata fatta la revisione periodica.

Ti consiglio al riguardo di leggere l’articolo su un caso affrontato dal Tribunale di Milano che ha assolto un automobilista perchè l’etilometro non risultava essere stato omologato.

Strategia n. 4: accerta l’attendibilità dell’esame del sangue

In caso di accertamento della guida sotto l’influenza dell’alcol tramite esami del sangue, può essere opportuno verificare con il tuo consulente tecnico se nel caso di specie siano state rispettate le linee guida elaborate dal Gruppo di Tossicologi Forensi Italiani, nella revisione del 2017.

Qualora, ad esempio, le analisi siano state fatte sul siero o sul plasma e non sul sangue intero, v’è il rischio che si determini una sovrastima del risultato fino al 26%.

Strategia n. 5: verifica se sei stato avvisato della facoltà di essere assistito dal tuo avvocato di fiducia prima dell’accertamento

Prima di essere sottoposto ad esame con etilometro o con prelievo ematico al di fuori di un protocollo di pronto soccorso, verifica se sei stato avvisato della facoltà di essere assistito dal difensore di fiducia (Cfr. Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza numero 5396 del 2015).

Si tratta di una vera e propria garanzia difensiva a tua tutela quando devono essere svolti degli accertamenti urgenti per verificare la guida sotto l’influenza dell’alcol.

Tale avviso ti deve essere fornito prima dello svolgimento dell’accertamento.

Difatti, qualora non ti sia stato dato questo avviso, il risultato dell’alcoltest può essere dichiarato nullo con la conseguenza che gli scontrini emessi dall’etilometro o il referto delle analisi del sangue non potranno essere utilizzati nel procedimento penale per provare la tua responsabilità per guida in stato di ebbrezza.

Al riguardo, ti consiglio di leggere l’articolo circa l’assoluzione di un automobilista accusato di guida in stato di ebbrezza che è stato assolto dal Tribunale di Roma.

 

Strategia n. 6: opponiti al decreto penale di condanna

Molto spesso, nei casi di guida in stato di ebbrezza, il giudice, su richiesta del pubblico ministero, emette un decreto penale di condanna cui è possibile fare opposizione entro 15 giorni dalla notifica.

In questo caso puoi scegliere la tua strategia difensiva allineata con i tuoi obiettivi, senza dover subire le decisioni del pubblico ministero e del giudice.

Ad esempio, puoi essere assolto se dall’esame degli atti o con lo svolgimento di investigazioni difensive riesci a dimostrare che l’accertamento del tasso alcolemico è inattendibile o inutilizzabile.

Strategia n. 7: chiedi di svolgere i lavori di pubblica utilità in sostituzione della pena

Questa strategia è utile quando non si può essere assolti dalle accuse per guida in stato di ebbrezza e consiste nel chiedere, nel caso di eventuale condanna, la sostituzione della pena con i lavori di pubblica utilità.

Tuttavia, puoi beneficiare di questa possibilità un’unica volta e solo nell’ipotesi in cui tu non abbia provocato un incidente stradale.

I vantaggi che puoi ottenere in questo caso sono quattro:

  1. non vieni sottoposto a nessuna sanzione penale, o meglio, non vieni arrestato né devi pagare alcuna ammenda;
  2. la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, applicata dal giudice, viene ridotta della metà;
  3. il reato viene dichiarato estinto;
  4. eviti la confisca del veicolo.

Strategia n. 8: domanda la sospensione del procedimento penale con messa alla prova

Con la domanda di sospensione del procedimento penale con messa alla prova eviti una condanna penale per guida in stato di ebbrezza: è utile nell’ipotesi dovessi essere un giovane ragazzo che deve inserirsi nel mondo del lavoro.

Puoi beneficiare della messa alla prova una sola volta nel caso in cui tu non sia stato dichiarato delinquente abituale, per tendenza o professionale.

Dovrai seguire un programma di trattamento redatto dall’assistente sociale assegnato dall’Ufficio esecuzione penale esterna (U.E.P.E.), di cui parte integrante è lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità e il risarcimento dell’eventuale danno provocato.

Qualora il programma sia portato a termine positivamente, il giudice dichiarerà l’estinzione del reato.

Strategia n. 9: chiedi di essere assolto per particolare tenuità del fatto

Grazie al decreto legislativo n. 28 del 2015, puoi ottenere dal giudice penale un provvedimento che dichiari la tua non punibilità per particolare tenuità del fatto.

Le condizioni che devono sussistere affinché tu possa beneficiare di questo provvedimento da parte del giudice sono due:

  1. l’offesa al bene tutelato dalla norma sulla guida in stato di ebbrezza, ossia la sicurezza della circolazione stradale e la incolumità degli utenti della strada, deve essere di particolare tenuità;
  2. il tuo comportamento non deve essere abituale.

I vantaggi sono i seguenti:

  1. eviti una condanna penale;
  2. non ti viene confiscato il tuo veicolo secondo la più recente interpretazione della Corte di cassazione;
  3. la decisione che applica la causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto, seppure sia iscritta nel casellario giudiziale, non appare nel certificato da te richiesto.

Strategia n. 10: fai valere la prescrizione del reato

Devi sapere che il reato di guida in stato di ebbrezza si prescrive in 4 o 5 anni (salvo eccezioni, ad esempio per i recidivi) a seconda del fatto che ci siano o meno degli atti interruttivi previsti dalla legge.

Se ci dovessero essere delle cause di sospensione della prescrizione, il tempo complessivo previsto dalla legge aumenta a seconda della durata della sospensione.

Il vantaggio di questa strategia:

eviti la condanna penale e il reato viene dichiarato estinto.

Gli svantaggi:

  1. non hai una soluzione rapida del procedimento penale per guida in stato di ebbrezza;
  2. rischi, comunque, l’applicazione delle sanzioni accessorie della sospensione e della revoca della patente.

Attenzione: dal 1° gennaio 2020 la prescrizione si blocca dopo l’eventuale sentenza di condanna in primo grado.

Queste sono le 10 strategie che ti suggerisco di utilizzare per i casi di guida in stato di ebbrezza: la tua linea difensiva dovrà essere individuata dal tuo avvocato come se fosse un vestito tagliato su misura.

A tal fine, sin dal primo incontro con i miei clienti, chiedo di specificare i loro obiettivi di difesa dal più importante al meno rilevante, come ad esempio:

‧ mantenere la fedina penale pulita, perché sei un ragazzo che deve partecipare ad un concorso pubblico o deve inserirsi nel mondo del lavoro;

‧ evitare l’arresto e non pagare nessuna ammenda;

‧ recuperare la patente il prima possibile, perché svolgi un lavoro che ti richiede degli spostamenti o hai delle necessità personali;

‧ evitare la confisca del veicolo, perché hai comprato da poco investendo una notevole somma di denaro.

Protocollo Alcoltest

Dall’applicazione di queste strategie al caso concreto nasce il c.d. “Protoccollo Alcoltest” che altro non è che un insieme di procedure che applico per questi casi, che si basa sulla valutazione delle circostanze del tuo caso specifico e sui tuoi obiettivi difensivi, con il fine di condurti al risultato desiderato.

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